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Bortezomib nel linfoma non-Hodgkin a cellule B, recidivante o refrattario

Uno studio, coordinato dall’Anderson Cancer Center di Houston ha valutato l’efficacia e la tossicità del Bortezomib ( Velcade ), un inibitore del proteasoma, nei pazienti con linfoma non Hodgkin a cellule B, refrattario o recidivante.I pazienti sono stati assegnati al braccio A ( linfoma a cellule del mantello ) o al braccio B ( altri linfomi a cellule B ) senza limitazione nel numero di precedenti terapie.Il Bortezomib è stato somministrato per via endovenosa ( 1,5 mg/m2 ) ai giorni 1, 4, 8 ed 11 ogni 21 giorni per un massimo di 6 cicli.Allo studio hanno preso parte 60 pazienti con un numero medio di trattamenti precedenti di 3,5.Nel braccio A, la risposta totale è stata del 41%, 12 pazienti su 29 valutabili, di cui 6 risposte complete e 6 risposte parziali.Nel braccio B, la risposta totale è stata del 19%, 4 pazienti su 21 valutabili : risposta completa in 1 paziente con piccolo linfoma linfocitico, risposta completa non confermata in 1 paziente con linfoma follicolare, risposta parziale in 1 paziente con linfoma diffuso a grandi cellule B e risposta parziale in 1 paziente con macroglobulinemia di Waldenstrom.Nove pazienti hanno presentato tossicità di grado 4, mentre la tossicità di grado 3 ha compreso : trombocitopenia ( 47% ), reazioni avverse gastrointestinali ( 20% ), fatica ( 13% ), neutropenia ( 10% ), neuropatia periferica ( 5% ).Tre pazienti sono morti per il progredire della malattia dopo 30 giorni dalla sospensione dello studio.Il Bortezomib ha mostrato una promettente attività nel linfoma a cellule del mantello, recidivante, ed incoraggianti risultati negli altri linfomi a cellule B.( Xagena2005 )Goy et al, J Clin Oncol 2005; 23: 667-675